| Assicurarsi la vittoria di Nenad Medic |
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I
giocatori professionisti che si sono trovati in queste situazioni in passato –
che siano dei cestisti o dei campioni del tavolo verde – sanno che la chiave
per vincere in queste condizioni è quella di mantenere la concentrazione
sull’obiettivo immediato e lasciar fuori tutto il resto. Le telecamere?
Dimenticale. I fan? Lasciali stare. Concentrati e gioca, il resto non deve
interessarti.
A
differenza di altri sport, il poker ha quel qualcosa in più che bisogna
considerare: la scala dei valori dei premi, dove finire un solo posto più in
alto può significare vincere migliaia o anche centinaia di migliaia di dollari
in più. Per giocatori che non hanno mai raggiunto le fasi finali dei tornei
principali, pensare alla differenza di guadagno nel torneo può distrarre tanto
quanto le telecamere delle TV. Per avere successo in questi momenti del torneo
bisogna essere concentrati su un solo obiettivo. Il mio obiettivo in questi
casi è vincere il torneo.
In base
alla mia esperienza, i tornei posso essere divisi in due parti distinte: la
parte con i premi e la parte senza. Prima della “zona bolla”, l’ultimo posto
prima dei premi, il mio obiettivo è prendere il denaro, e, possibilmente,
mettermi in condizione di vincere. Superata la “zona bolla”, l’obiettivo
diventa vincere. Per me, e per molti altri pro, il vero torneo non comincia
prima di aver raggiunto la zona dei premi, ed è lì che mi concentro per
prendere le decisioni strategiche a lungo termine più intelligenti per
assicurami la vittoria.
Chiarirò
il concetto portandoti ad esempio una mano dall’evento numero 1 delle WSOP di
quest’anno. Eravamo rimasti in quattro nel torneo, e la differenza tra arrivare
primo e quarto era di oltre $500.000, quando mi trovo coinvolto in un piatto
contro Andy Bloch. Con una coppia di
Magari ti
chiedi perché ho passato. Beh, per un paio di ragioni. Prima di tutto avevo un
grande stack in quel momento, per cui non ero obbligato a continuare con quella
mano non essendo “committed”. Anche se passare contro Andy mi era costato un pò
di chip, potevo comunque permettermelo perché ero sempre secondo al tavolo per
numero di chip. La seconda e più importante ragione è che, anche se ero in
vantaggio su Andy al flop, la mia lettura della mano gli dava 13 “outs”, circa
il 40% di possibilità di chiudere il punto. Se avessi messo a repentaglio il
mio torneo chiamando, non avrei avuto le “odds” giuste per giocarmi questa
mano.
Fare la
chiamata da duro davanti ai miei amici, ai familiari, e alle telecamere di ESPN
avrebbe potuto regalarmi qualche minuto di gloria, ma ho cercato di tenere
questa tentazione lontana dai miei pensieri per concentrarmi sul mio obiettivo
principale: la vittoria del torneo. Concentrandomi sulla strategia di gioco che
avevo preparato in precedenza, sono riuscito ad uscire da una situazione
marginale solo con una piccola perdita.
Alla
fine, la mia decisione di passare davanti ad un possible guadagno immediato,
nella mano che vi ho raccontato, ha pagato, quando ho battuto Andy quando siamo
rimasti solo noi due a giocare in heads-up. Non baratterei mai la vittoria di
un braccialetto delle WSOP per pochi minuti di celebrità televisiva!
(fonte
Full Tilt) |
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