| Cash Game: tappa fondamentale per il punto it |
| venerdė 28 novembre 2008 | |
"La
possibilità di giocare al cash game anche sui siti legali “punto it” è una
tappa fondamentale per una regolamentazione coerente con la realtà del mercato
del poker online". Luca Pagano, una delle voci autorevoli del poker
italiano, in quanto giocatore professionista del team Pokerstars tra i più
famosi al mondo, presidente della Federazione Italiana Texas Hold'em e
commentatore tecnico per la popolare trasmissione di Italia1 ‘Poker1mania',
esprime la sua opinione sulla possibile apertura dei Monopoli di Stato italiani
alla raccolta di gioco ‘cash' anche sulle piattaforme del poker online ‘made in
Italy'.
Finora,
infatti, è possibile giocare solo attraverso la modalità torneo o ‘sit&go'
e quindi con un costo di iscrizione stabilito e la vincita predeterminata dopo
la sottrazione della percentuale riservata al concessionario e all'erario (17%
per la poker room e 3% allo Stato sul volume totale della raccolta per il
torneo). La modalità Cash Game, invece, non è altro che il gioco praticato dai
tavoli di Texas Hold'em aperti nei casinò italiani e sui siti ‘punto com'. Il
concetto è semplice: ci siede al tavolo con l'ingresso minimo stabilito
dall'organizzazione o dalla concessionaria con la somma che si vuole e ci si
alza liberamente anche dopo una sola mano di gioco. I margini di guadagno per
gli operatori sono più elevati. Per questo l'apertura del gioco è molto attesa. Soprattutto per portare avanti una competizione ad armi pari con gli operatori esteri che possono aprire liberamente tavoli con questa modalità di gioco: "A questo punto si rende necessario aprire il Cash Game anche in Italia per dotare le nostre aziende degli stessi mezzi delle concorrenti",- spiega Luca Pagano. La possibilità di giocare ‘Cash' aprirebbe anche altri scenari. "In questo modo le poker room che ora guardano il mercato italiano da lontano con scarso interesse potrebbero convincersi ad investire nel nostro Paese con un guadagno per tutto il mercato", prosegue Pagano. Senza contare poi l'operazione improntata sul gioco legale che toglierebbe buona parte del business alle piattaforme estere facendo restare tutto entro i confini dell'erario italiano. Sui tempi Pagano ha le idee chiare: "Si parla di giugno 2009 e sarebbe il momento ideale pr consentire a tutti di adeguarsi alla grande innovazione. L'importante è che l'Italia sia chiara e dica con certezza tempi e modalità di apertura del Cash Game perché se c'è un fattore che può scoraggiare gli investitori esteri è proprio l'incertezza".
(fonte
Gioco&Giochi) |
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