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Giovani, informati ma individualisti nel gioco |
"Il
mercato dei giochi in Italia ha un fatturato di oltre 41 miliardi di euro, ogni
famiglia spende in scommesse in media 5,50 euro e ne incassa 3,50, dei due euro
restanti, uno va allo Stato, l'altro all'operatore. Negli ultimi quattro anni
il tasso di crescita dei giochi si è quasi raddoppiato. Tutti questi elementi
fanno sì che il settore giochi rivesta una grande importanza ed è proprio per
valutarne gli aspetti socio economici che da un paio di mesi abbiamo creato un
osservatorio che si focalizza su una tra le prospettive più interessanti, vale
a dire il giovane che si affaccia al gioco".
È Giorgio
De Rita, amministratore delegato di Nomisma, a spiegare i motivi che hanno
portato la società di ricerca bolognese a istituire, un paio di mesi fa,
l'Osservatorio Gioco e Giovani, nell'ambito del quale è già stata condotta
un'indagine sui giovani scommettitori online, i cui risultati sono stati resi
noti nei giorni scorsi.
"Sono due gli aspetti più peculiari che caratterizzano l'approccio dei
giovani dai 18 ai 26 anni al mondo del gioco e in particolare al settore delle
scommesse online. I giovani, rispetto agli adulti, hanno un senso di
partecipazione più alto e vivono le scommesse sportive come uno strumento in
più per seguire la propria squadra o campione dello sport. Inoltre le loro sono
scommesse molto circostanziate, leggono e confrontano le quote offerte o, ad
esempio, si informano sulle condizioni dei giocatori prima di scommettere.
Purtroppo, la seconda peculiarità dell'approccio dei giovani al mondo del gioco
non è altrettanto positiva ed è anzi preoccupante. In passato il gioco, anche
quello che prevede l'impiego di denaro come può essere la schedina del
Totocalcio, era visto come un momento di condivisione tra gruppi di amici, ora
questa dimensione collettiva si sta perdendo, piuttosto il giocatore si
rinserra in se stesso e viene anche a mancare quella rete di protezione che
invece prima preservava dallo sviluppo di quegli elementi di pericolosità, tipo
la dipendenza, sempre insiti nella natura stessa del gioco".
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Piw Network
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Strategia per le fasi iniziali di un torneo di Allen CunninghamPer molti
giocatori il primo approccio al mondo del poker avviene guardando i tornei
delle WSOP e WPT in TV, e penso che questo sia fantastico. È sicuramente
divertente e puoi vedere delle grandi giocate, ma devi tenere presente che non
puoi costruire il tuo stile di gioco sulle azioni che vedi in TV. Perché? La
risposta è semplice – quelle che vedi sono azioni scelte per lo show, in un
certo senso non realistiche. In questi tornei televisivi i giocatori iniziano
solitamente con un grosso stack (a volte 10.000 chip o più) e, nella maggior
parte dei casi, tutte le azioni che vedrai saranno riprese dal tavolo finale,
quando i bui sono alti e il gioco è veloce. Al contrario, la maggior parte dei tornei
con buy-in basso che trovi online cominciano con uno stack di 1.500 e bui
10/20.
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