Tutti attorno al tavolo verde, grandi e piccini. Sono almeno un milione
i giocatori che spendono abitualmente un certo numero di ore a settimana dietro
i mazzi di carte. Ma il gioco si evolve. Entra nel mondo virtuale. E’ nato
infatti il poker online. Dal primo settembre lo Stato ha sdoganato il gioco del
poker via Internet. Per qualche mese s’è sperimentato, ora si gioca nel vero
senso del termine, ovvero a soldi. Due gli operatori autorizzati, Gioco
Digitale e Microgame, che hanno raccolto giocate per 19,5 milioni di euro. In
media il monitor verde ingoia 400 mila euro al giorno. Ed è solo l’inizio.
Il mercato
Potenzialmente
è un mercato impressionante. Una partitina a poker, nella propria vita, l’hanno
fatta almeno 15 milioni di italiani. Da un’indagine si scopre che l’11 per
cento degli italiani - cioè 4,3 milioni di persone tra i 14 e i 64 anni - si
dicono interessati a sperimentare il tavolo virtuale. Secondo la ricerca il
giocatore tipo è maschio, sotto i 34 anni, residente nel Sud e nelle isole. Più
facile che sia di istruzione superiore, abitante in città (la velocità dei
collegamenti Internet ha la sua importanza) e con un reddito medio-alto.
Il poker, non solo quello sul web, in Italia è in fortissima crescita. I
giocatori abituali sono raddoppiati. Merito della diffusione del poker
sportivo, in particolare la specialità Texas Hold’em». Merito (o demerito,
dipende dai punti di vista) della tv, ancora una volta. Da quando il poker
Texas Hold’em si vede alla televisione, nel breve giro di diciotto mesi i
giocatori sono aumentati del 188 per cento. Anche se naturalmente è il poker
tradizionale, quello a cinque carte coperte, la specialità più nota.
In scena i big
Visto
il successo dei tornei organizzati da Gioco Digitale e Microgame, si affaccia
sul mercato degli «skills games», come è conosciuto in gergo il poker via web,
anche un colosso come Snai. E si stanno muovendo Lottomatica e Sisal. Il
settore è un business del futuro: facile, liscio, asettico. E micidiale. Sono
previsti 400 milioni di incassi nei primi dodici mesi.
«Quella dei casinò virtuali è una mania che attira sempre più cittadini.
Nell’ultimo anno sono aumentati del 25 per cento», commenta, preoccupato, Carlo
Pileri, presidente dell’associazione a difesa dei consumatori Adoc.
Anche l’Adoc ha commissionato un’indagine. Ha scoperto che sarebbero due
milioni gli italiani che hanno partecipato almeno una volta a un gioco
d’azzardo on-line, e cinquecentomila quelli abituali. Finora si rivolgevano ai casinò
virtuali sui siti stranieri, adesso arrivano quelli legali di casa nostra.
Gli italiani hanno scoperto il fascino hi-tech del poker virtuale. Sono 12 mila
i tornei (tavoli virtuali) che si aprono ogni giorno. E sono partite sotto
completa supervisione dello Stato dove ciascun giocatore dispone di un nome e
cognome, di un conto corrente detto Conto Gioco, di un codice fiscale.
Dall’altra parte del monitor, non foss’altro per non perdere le provvigioni,
c’è chi controlla a ogni passo.
Il Grande Fratello
Grazie
alle curiosità di questo Grande Fratello si conoscono meglio lo spirito e le
mosse del pokerista tricolore. Un profilo che trova conferme internazionali.
Una delle più note poker room on-line, la Everest Poker, ha
messo a confronto le diverse tipologie dei suoi giocatori.
Ha constatato quanto siano analitici gli spagnoli, meticolosi i tedeschi (in
Germania si vende un gran numero di manuali sul poker), passionali i francesi
(spettacolari nelle serate fortunate ma incapaci di ritirarsi in quelle a
rischio bancarotta), cauti gli inglesi che tardano a entrare in partita. Gli
italiani? Spregiudicati, impulsivi, imprevedibili, convinti che il bluff sia la
chiave del successo.
Chiudono gli svedesi. Al poker on-line si sono rivelati temerari, amano giocare
forte, non si tirano indietro di fronte ai rischi. A volte prendono batoste
memorabili.
(fonte
Jamma)
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