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Il Poker On Line come complemento per il Live |
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marted́ 01 luglio 2008 |
Un gioco
di gran moda, ma che, per stessa ammissione degli addetti ai lavori, ancora
viene talvolta visto in chiave negativa. Al ‘Poker anno zero: le carte in
tavola - dal poker sportivo ai tavoli virtuali, sviluppi e strategie del
mercato italiano' è dedicato il convegno in programma quest'oggi al Crowne
Plaza Rome St Peter. Un convegno introdotto dal direttore generale della Fipos,
Furio Maglione, che descrive la ‘natura' del format che la Federazione da lui diretta
propone: "Un format che prevede premi in natura, il cui scopo principale è
il divertimento". A tentare di dare i ‘numeri' del gioco è il presidente
di Italian Rounders, Domenico Antonio Tresa: "Non ho il conteggio assoluto
- afferma - ma si tratta di numeri importanti.
Il poker è esploso come vero e
proprio fenomeno di moda da circa un anno, i motivi risiedono nel fatto che la
variante del poker di cui parliamo ha la caratteristica di coinvolgere persone
attorno ad un tavolo e di lasciare da parte la gravità delle vecchie bische.
Puntiamo alla socializzazione e organizziamo eventi nazionali e internazionali
per far incontrare la gente. Il poker - prosegue - va vissuto come una forma di
agonismo e questo lo rende massivo nella competitività". Nelle prossime
settimane il poker debutterà anche nella sua versione online: "Questa
forma di gioco - spiega ancora Tresa - deve coesistere con il live e questo è
voluto dai giocatori stessi. Il live offre il pathos l'online invece
contribuisce allo sviluppo del gioco. Ne trarremo giovamento anche noi". Un'affermazione che trova d'accordo anche Furio Maglione: " I giocatori
delle associazioni saranno sicuramente potenziali clienti dell'online",
così pure un altro protagonista del mondo del poker italiano, il presidente
della Figp Isidoro Alampi: "Il poker online e quello live sono
complementari perchè tramite l'online si creano community enormi che
favoriscono lo sviluppo del gioco. Anche in Italia sarà così". A gennaio
2006 si stimava che un italiano su tre avesse giocato a poker almeno una volta,
e il ‘boom' del gioco doveva ancora esserci. Entro il 2009 ‘l'azienda giochi'
arriverà a 50 miliardi di euro, quasi tre finanziarie del governo.Come sarà il futuro del poker sportivo e cosa si dovrebbe cambiare? Alampi afferma
che "il grande problema del poker è l'etichetta di azzardo che si porta
dietro. Il poker sportivo è un fenomeno di aggregazione sociale che mette al
tavolo con le stesse armi il presidente e l'operaio. Nessuno però vuole
prendersi la responsabilità di sdoganarlo. Alcune questure offrono
l'autorizzazione, altre credono sia un gioco d'azzardo". Per Maglione
"siamo costretti a combattere sempre per le autorizzazioni. Il problema
era solo di ordine pubblico e dei premi in denaro, ma si può aggirare e risolvere
senza difficoltà. Nel discorso dilettantistico non ci sono problemi, nel
professionismo dovremo avere maggiori assicurazioni". Nonostante l'esplosione siamo ancora all'anno zero, sostiene la Figp per voce del suo
presidente. "Abbiamo raggiunto ottimi livelli con Dario Minieri e Max
Pescatori ma in Italia manca una vera scuola di poker per imparare la tecnica
migliore". Intanto, i numeri parlano di più di un milione di presenze ai
tavoli per 100 tornei al giorno all'anno. Per Domenico Tresa "viviamo con lo spirito nazionalistico che si vive
questa forma di agonismo. Cosa ci manca? Abbiamo una grande tradizione e già
grandi numeri ma dobbiamo crescere d'esperienza e di confronto che può arrivare
dall'online. Siamo giovani ma siamo un esempio a livello europeo". Spazio, al tavolo della discussione, anche per il tema ‘federazione unica' tra
quelle attualmente esistenti nel mondo del poker. Per Maglione "non è
fantascienza", mentre per Alampi è "un obbligo se si arriverà alla
federazione sportiva. Del resto, esiste già la Federazione sportiva
del poker".
(fonte Gioco&Giochi)
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