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Inizia la sfida tra Poker punto It e punto Com |
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mercoledì 02 luglio 2008 |
Quattro i
punti fondamentali affrontati dalla società di consulenza Mag per il confronto
tra poker .it e .com nel convegno ‘Poker: anno zero', organizzato
oggi nella sala convegni del Crown's Hotel di Roma. La notizia emersa
dall'intervento dei consulenti Mag è che il Cash Game è una modalità di gioco
assolutamente necessaria per rendere competitivi i siti 'punto it'. Giovanni
Carboni, il consulente intervenuto al convegno promosso da Entourage e da
Agicos, ha spiegato che il Cash "non è praticabile in Italia e il mercato
di casa nostra è già servito dai siti esteri. Sono 100mila i giocatori che già
giocano sui 'punto com'.
Il
mercato potenziale dice che per 120 milioni di euro di ricavi lordi del poker
sono riservati al cash e 50 per il tournament, l'unica modalità che si potrà
giocare in Italia". Grazie al fenomeno dell'Uigea in Europa il poker sta
vivendo uno sviluppo pari al 50%.
"I siti punto com ci saranno ancora - ha analizzato il consulente della
Mag - i ricavi per il 2009-2010 saranno di circa 60 milioni di euro raccolti
solo dai tornei italiani e rimarranno i punto com con una quota di ricavi pari
a 75 milioni di euro". Tutti gli operatori hanno convenuto nella necessità
di aprire anche il gioco cash e non solo la modalità torneo, "Altrimenti
faremo una lotta con un braccio legato nella concorrenza coi siti esteri",
ha commentato Bruno Battista, responsabile commerciale della Snai.
Sul prodotto italiano sarà possibile anche in Italia fidelizzare il cliente con
altre proposte di gioco. "Non avremo connessioni contemporanee di 100mila
giocatori contemporaneamente e neanche tutta l'offerta di gioco giornaliera dei
siti esteri ma potremo sviluppare un prodotto valido - ha proseguito Carboni -
ci sarà comunque l'opportunità di sperimentare il gioco in Italia e proteggere
e coltivare il giocatore nei 12 mesi che intercorrono da qui alla possibile
apertura all'estero. Ci sono ottime possibilità ma per quante e quali
piattaforme?", questo l'interrogativo lasciato in sospeso dalla Mag.
E' intervenuto anche Maurizio Caressa, proprietario di una concessionaria di
giochi online nonché membro dei ‘Caressas' con il fratello telecronista di Sky,
Fabio. "Ma chi potrà avere stimoli a giocare su piattaforme
italiane?", ha interrogato Caressa facendo riferimento alle super potenze
dei siti ‘dot com'. Da Gualandri di Gioco Digitale a Giovanni Carboni della Mag
hanno risposto che sarà il gioco legale e sicuro quello che potrà fare la differenza.
(fonte
Gioco&Giochi)
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