Nuovo Regolamento FIGP
mercoledì 01 ottobre 2008
poker1451.jpg"Non è il poker in sé ad essere un gioco sportivo ma sono le modalità di organizzazione delle gare a renderlo tale". È il principio ispiratore del nuovo Regolamento delle gare messo a punto dalla Figp, Federazione italiana gioco poker, che sembra anticipare i contenuti del pronunciamento che gli operatori attendono da parte del ministero degli Interni, cui il Consiglio di Stato aveva concesso sessanta giorni di tempo (scaduti ieri) per fornire "una dettagliata relazione nella quale dia conto della situazione esistente sul territorio nazionale" ed assumere "una posizione unica a livello centrale".  Entrambi gli atti dovrebbero essere ormai pronti e si attende nelle prossime ore, massimo nei prossimi giorni, che vengano resi noti. In realtà, le maggiori critiche finora giunte riguardavano principalmente una mancanza di regolamentazione precisa del gioco e dei controlli sulle attività dei circoli. Con questo regolamento la Figp stabilisce le regole dei tornei fin nei minimi dettagli e istituisce una commissione di controllo con il compito di verificare il rispetto di tali regole.
"Il principale scopo istituzionale della Federazione - spiega il presidente della Figp, Isidoro Alampi - è di diffondere il gioco del poker in modalità sportiva che intrinsecamente si può definire come la pratica competitiva di un gioco di abilità. Tali principi hanno imposto sin dall'atto fondativo di Figp e in particolar modo nell'ultimo anno, una approfondita analisi e un intenso periodo di studio al fine di indirizzare le modalità di gioco praticate sempre più nei canoni dell'abilità, a scapito del fattore alea, comunque sempre presente in un gioco nel quale il ‘mazzo di carte mescolato' rappresenta il punto di partenza di ogni giocata".
L'analisi di alcuni modelli di gioco praticati ha rilevato che a volte in alcuni tornei e molto più spesso in alcuni momenti di essi, il rapporto tra la crescita delle puntate obbligatorie e la quantità media delle chips dei giocatori non consente più alcuna pratica di abilità ma obbliga un tipo di gioco quasi completamente affidato all'alea. "Il risultato dello studio, alla base di questo regolamento - prosegue il presidente Figp - ha indicato una serie di modalità di gara che tendono a ridurre al minimo il rischio che le fasi anomale menzionate costituiscano parte preponderante delle gare".
Oltre alla parte tecnica il regolamento si occupa anche del giusto rapporto fra la quota di iscrizione e il rimborso spese spettante all'organizzazione di gara che molto spesso ha creato disparità troppo elevate fra competizioni dello stesso tipo.
"I termini di questo regolamento - conclude Alampi - oltre ad essere consiglio per chiunque voglia avvicinarsi al poker sportivo, costituiscono obbligo per le Associazioni che facendo parte della Federazione si assumono l'impegno di rispettarne fedelmente i principi e le direttive".

 

Il regolamento individua quattro tipologie di gara:
1) Freezout: una volta iniziato il torneo, il susseguirsi delle eliminazione dei giocatori prevede il bilanciamento dei tavoli, come specificato nel Codice di Gara, conduce alla disputa del tavolo finale con indicazione del vincitore e della classifica del torneo stesso.
2) Shootout: il torneo si svolge per fasi successive, ogni singolo tavolo determina una classifica per il proseguimenti nelle successive fasi. Si distinguono tre tipi di shootout:
3) Ibrido: i tornei possono alternare fasi freezout a fasi shootout e viceversa. Molto usata la formula della prima fase shootout che una volta ottenuti i qualificati dal primo tavolo singolo procede in modalità freezout.
4) Sit&Go: torneo veloce che inizia e si conclude allo stesso tavolo. Non richiede particolari impegni organizzativi ed è molto usato come attività di contorno durante le grandi manifestazioni che prevedono la disputa di tornei con numerosi partecipanti. Altresi usato spesso nei piccoli clubs che non hanno numeri di associati sufficienti alla disputa di gare più complesse.
Quanto alle modalità di gioco, se ne distinguono tre principali:
1) Turbo: modalità di gioco molto rapida spesso utilizzata per i tornei di tipo Sit&Go. Predilige l'azione al tavolo a scapito delle strategie di gioco "chiuso" in quanto la velocità di crescita delle puntate obbligatorie e la progressione verticale delle stesse, obbliga i giocatori a partecipare a molte più giocate con requisiti iniziali più bassi in modo da non compromettere irrimediabilmente la propria dotazione di chips.
Questa modalità di gioco è indubbiamente la più critica nel rapporto fra abilità e alea in quanto una eccessiva verticalizzazione delle puntate obbligatorie e della durata dei livelli non consente alcun tipo di strategia di gioco se non il ‘salto nel buio'.
Requisiti minimi:
Dotazione iniziale di chips non inferiore a 2.000
Durata dei livelli di gioco non inferiore a 10 minuti
Caratteristiche:
durata: corta
giocabilità: scarsa
difficoltà organizzativa: bassa
2) Regular: modalità di gioco che bilancia la necessità di azione al tavolo consentendo comunque l'applicazione di strategie più conservative. Questo tipo di struttura è universalmente la più usata nei tornei di poker sportivo perché è indicata per tutti i tipi di giocatori: dal principiante al professionista e per tutti gli stili di gioco prescelti.
Requisiti minimi:
Dotazione iniziale di chips non inferiore a 4.000
Durata dei livelli di gioco non inferiore a 20 minuti
Caratteristiche:
durata: media
giocabilità: buona
difficoltà organizzativa: media   
3) Deep Stack: modalità di gioco molto tecnica con grande dotazione iniziale di chips in rapporto alle puntate obbligatorie e lunga durata dei livelli di gioco. Garantisce a tutti i giocatori una ottimale scelta delle strategie di gioco consentendone anche variazioni significative durante il torneo stesso. In questa modalità vengono disputati i più grandi tornei a livello internazionale e i Campionati mondiali di Poker.
Requisiti minimi:
Dotazione iniziale di chips non inferiore a 10.000
Durata dei livelli di gioco non inferiore a 30 minuti
Caratteristiche:
durata: lunga
giocabilità: ottimale
difficoltà organizzativa: elevata
Il rispetto di tutti e tre requisiti minimi di ogni modalità di gioco è restrittivo. E' consentito organizzare tornei che abbiano strutture, durate e dotazioni iniziali anche non comprese nella stessa modalità di gioco ma, in questo caso, la tipologia di gioco viene data dal requisito appartenente al punto più basso di quelli precedentemente descritti.

(fonte Gioco&Giochi)

 
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