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Se il ddl
presentato dal senatore del Pdl, Valerio Carrara sarà convertito in legge
potrebbe essere aperto un quinto casinò in Italia. Dopo Venezia, Sanremo,
Campione d'Italia e Saint-Vincent, il nuovo punto d'incontro dei giocatori
d'azzardo sarebbe quello di San Pellegrino Terme, la cittadina che si trova
nella Valle Brembana e «che necessita di uno sviluppo economico, in grado di
fronteggiare il turismo delle vicine regioni a Statuto speciale, come il
Trentino Alto Adige e la Valle
d'Aosta», ha detto Carrara. La proposta era stata presentata anche nelle due
legislature precedenti, ma non si è mai giunti ad un'approvazione definitiva.
Un esito prevedibile se si pensa al fatto che in Italia il gioco d'azzardo è
sempre stato vietato e c'è un regime speciale per i quattro casinò esistenti. «Una
situazione anomala rispetto agli altri paesi europei», ha dichiarato il
senatore, «dove questi giochi sono considerati attività ludiche e ricreative,
spesso collegate a periodi di vacanza e non costituiscono reato». Con
l'apertura di un casinò nel comune di San Pellegrino Terme, Carrara intende
rilanciare il turismo nella valle bergamasca e nell'intera regione Lombardia.
«L'economia di queste zone langue e necessita di nuovi servizi e nuove
strutture, in grado di sollevare San Pellegrino e i piccoli comuni limitrofi».
Secondo Carrara, l'Italia dovrebbe seguire l'esempio di tutti i paesi
transalpini come Francia, Svizzera, Austria, Croazia e Slovenia, dove è
possibile trovare diversi casinò, frequentati, per lo più, da molti abitanti
del Nord d'Italia. Il primo passo per migliorare la situazione italiana,
potrebbe essere proprio l'apertura di una casa da gioco nella cittadina
termale. «Trascurata da chi dovrebbe gestirla», ha aggiunto il senatore,
«potrebbe riconquistare la fama grazie alla costruzione di nuove strutture:
Grand Hotel, alberghi ben gestiti e case di cura». Interventi che
consentirebbero una maggiore apertura verso i mercati nazionali ed esteri e che
frenerebbe l'arricchimento dei casinò della riviera francese, svizzera, del
Tirolo, della Croazia e della Slovenia.
Manovre
possibili grazie alla speciale disciplina di vincolo per i proventi, indicata
nel ddl, che permetterebbe all'amministrazione comunale e regionale di ottenere
una vera e propria fonte autonoma di finanziamento. In particolare, gli
introiti che derivano dalla gestione del casinò verrebbero assegnati per il 70%
al comune di San Pellegrino Terme e, per il restante 30% alla regione,
vincolando la maggior parte di questi fondi agli investimenti nel settore
turistico e delle infrastrutture.
«Spero
che si arriverà all'approvazione definitiva della legge in tempi brevi», ha
concluso Carrara, «e che in futuro ogni regione avrà il suo casinò in località
turistiche».
Da tempo
si parla di aprire altre case da gioco in Italia e la Carta Costituzionale
ha più volte chiesto al legislatore di fare chiarezza e porre regole certe. Nel
2002 un tentativo è stato effettuato dal Friuli Venezia Giulia, senza esiti
positivi. Si attendono le scelte dell'attuale legislatura per la proposta del
senatore, Carrara. Nel caso in cui dovesse essere accolta, il ddl attribuisce
alla Lombardia il compito di autorizzare, anche in via sperimentale, l'apertura
di un casinò nel comune di San Pellegrino Terme, su richiesta del consiglio
comunale. La regione dovrà disciplinarne la gestione stabilendo le norme per
l'assegnazione della concessione e i controlli in materia finanziaria e
dell'ordine pubblico, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge.
(fonte
Jamma)
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