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Sport e abilità, il Poker nella giungla delle questure |
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marted́ 01 luglio 2008 |
Francesca
Dionisi, dello studio legale Sbordoni, cita una sentenza del tribunale di
Napoli del '73 in
cui il poker viene definito come gioco di abilità. Anche il decreto Bersani lo
cita come gioco di abilità: "Non siamo all'anno zero, ma da qualcosa in
più - sostiene la Dionisi
- si parla di torneo per la prima volta ma si parla anche della bravura del
giocatore che ha la possibilità di vincere al tavolo". Insomma il poker
non è più un punto nero: "Non parliamo di poker sportivo ma gioco di
abilità perchè il legislatore non ne parla. Sui tornei le questure hanno detto
la loro. Si sono create scuole di pensiero nelle autorizzazioni dei
tornei".
Furio
Maglione riferisce di un evento del '94 in cui, pur avendo l'autorizzazione dalla
Questura, la Polizia
sequestrò il torneo. Il giudice rivelò che non si trattava di reato e che si
trattava di un altro gioco. "La normativa va totalmente costruita - dice la Dionisi - il live e
l'online vanno di pari passo e auspichiamo che venga colmata la vacatio legis
che ora si trova".
Domenico Tresa riferisce, invece, delle risposte del Ministero degli Interni
"erano tutte positive, in cui si indicava alle questure che l'attività è
lecita e tutto questo va registrato e messo in cantiere. Era stata raggiunta
un'intesa perfetta con un prefetto ma poi tutto venne annullato".
In attesa di una chiara e univoca
regolamentazione normativa, il poker è sbarcato da tempo in tv, e Massimiliano
Leccese, produttore esecutivo de ‘La notte del poker', racconta la propria
esperienza: "Grazie a grafica e commento siamo riusciti a spiegare bene il
gioco e offriamo allo spettatore la possibilità di immedesimarsi e, grazie alle
telecamere, di conoscere le carte e le situazioni degli altri"". Ottimi
i riscontri del pubblico nonostante l'orario in terza serata e la novità del
prodotto: "Numeri incredibili, è lo sport più seguito dopo il calcio e la Formula 1 - dice Leccese -
e Sky vuole aumentare la produzione. Ci sono players italiani professionisti e
questo alla gente piace".
Il pubblico che segue queste produzioni è l'appassionato di sport e non solo di
poker. Il prodotto televisivo potrà aiutare a stimolare la competizione di
trovarsi al tavolo con i grandi giocatori.
I format italiani derivano da quelli americani ma ormai, secondo Leccese,
"non hanno nulla da invidiare a quelli esteri per il grande lavoro che è
stato fatto. Per l'autunno si svilupperanno i tornei open con l'aiuto delle
associazioni e poi cercheremo di continuare sulla falsa riga del celebrity
poker, con vip".
(fonte
Gioco&Giochi)
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